Il dilemma

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Le banche o l’egemonia? Questa domanda starà affliggendo i più in alto tra i potenti americani. Ce li immaginiamo mentre camminano nervosi su e giù per qualche immensa stanza, magari proprio una di quelle in cui prima festeggiavano la devastazione ed il saccheggio che riuscivano a procurare al mondo. Riavviare le iniezioni di liquidità salvando le banche, rendendo così il dollaro carta straccia, o bloccare la stampante e provare a salvare in qualche modo la credibilità del sistema-America? Non è un dilemma di facile soluzione, sopratutto se chi deve rispondere è parte integrante del sistema di potere finanziario, perfettamente consapevole che i propri enormi profitti si reggono sul potere egemonico americano sul mondo.

Dopo l’inizio di quello che è stato chiamato il “tapering”, ovvero la fine degli stimoli monetari americani (i soldi creati dalla Fed e regalati alla speculazione), più spettri hanno cominciato ad aggirarsi per il mondo, rovinando il sonno dei nostri moderni imperatori.

Il primo terrificante spettro è il rimpatrio dei capitali. Finché la stampante della Fed era in funzione il grande casinò mondiale della speculazione aveva ufficialmente riaperto i battenti (in qualche modo bisognava provare a risanare i conti…). Ora che finalmente il “tapering” è iniziato, i soldi stanno tornando verso casa perché i loro proprietari devono riuscire nella difficile opera di far quadrare i conti, lasciando dietro di se una scia di bolle che esplodono sempre con maggiore forza. Tutto è cominciato con il crack di monete e borse emergenti ma, scoppio dopo scoppio, la paura si sta cominciando ad espandere verso il centro del sistema…(chi sa se il decreto Bankitalia è stato fatto passare in questa maniera scandalosa e con questa fretta proprio perché non è un semplice regalo per le banche ma un regalo\salvataggio. Unicredit, per esempio, è esposta per una somma ancora sconosciuta verso la Turchia…).

Il secondo spettro è quello della fine delle illusioni: dopo 5 anni di tentativi, di migliaia di miliardi stampati, dopo l’austerity e i sacrifici annessi, di ripresa proprio non se ne parla, andiamo sempre più giù. Il dato che ha “sconvolto” definitivamente anche i più ottimisti, dopo l’inizio dei dubbi sulla ripresa americana, è il rallentamento della Cina, se molla lei i sogni che vedevano moltitudini di cinesi comprare tutte le nostre bellissime ma troppe merci, purtroppo, si infrangono.

Il terzo spettro è quello della ribellione popolare, conseguenza diretta del continuo e ormai esasperato furto di ricchezza che la finanza riesce a perpetuare contro la popolazione del globo. Il caos sociale che ci circonda, dalla Bosnia all’Egitto, molto probabilmente è destinato ad aumentare fino a diventare fuori controllo; più la finanza spreme, più si avvicina la sua fine, non dobbiamo confondere un segno di debolezza con uno di forza.

Prosegue il rumore di passi frenetici, di dormire proprio non se ne parla, questa notte è piena di spettri, il peggior incubo per gli sfruttatori, la più grande speranza per gli sfruttati. Il dollaro o la finanza? Non deve essere un dilemma facile quello di questi potenti, che, come molti altri potenti prima di loro, si vedono sfuggire il mondo di mano…

P.S. È come camminare su un filo, risponderebbe forse un saggio, si può fare di tutto per non cadere, tranne se il filo si spezza.


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