Set 9 2012

PERCHE’ IL SOCIALISMO? – Albert Einstein

 

Traduzione di Enrico Voccia (pdf)

È opportuno che una persona non esperta in questioni economiche e sociali esprima opinioni in merito al socialismo? Credo di sì, per svariate ragioni. Consideriamo la questione dal punto di vista del sapere scientifico. Sembrerebbe non esserci fondamentali differenze di metodo tra l’astronomia e l’economia: in entrambe gli scienziati lavorano per scoprire leggi generalmente accettabili per un circoscritto insieme di fenomeni, allo scopo di mostrare l’interconnessione di questi fenomeni il più chiaramente che sia possibile. Ma in realtà le differenze metodologiche esistono. Nel campo economico la scoperta di leggi generali è resa difficile dal fatto che spesso i fenomeni economici osservati sono interessati da numerosi fattori che sono difficili da valutare separatamente. Inoltre, l’esperienza che si è accumulata dall’inizio del cosiddetto periodo civilizzato della storia dell’umanità è stata, come è ben noto, ampiamente influenzata e limitata da fattori che in natura sono molto lontani dall’essere esclusivamente economici. Per portare un esempio, la gran parte dei maggiori stati della storia devono la loro esistenza a politiche di conquista. Il popolo conquistatore si impose, legalmente ed economicamente, come classe privilegiata del paese conquistato. Continue reading


Mag 5 2012

Previsioni

Articolo di Antonio Gramsci pubblicato sul Avanti!, ed. piemontese, 19 ottobre 1920.

Poiché non esiste nel nostro paese nessuna forza organizzata diffusamente, armata di una volontà chiara e diritta, che persegua (e mostri di poter perseguire) un piano di azione politica che aderisca al processo storico e sia pertanto una interpretazione della storia reale e immediata, e non un piano prestabilito a freddo e astrattamente — poiché una forza di tal genere non esiste ancora (secondo noi essa può essere e sarà soltanto il Partito comunista italiano), non resta, a chi voglia, nell’attuale situazione, compiere opera utile di rischiaramento e di educazione politica, altro che tentare di fare delle previsioni, considerando le forze in giuoco come elementari, come spinte da istinti oscuri e opachi, come semoventesi non in vista di un fine consapevole ma per un fenomeno di tropismo determinato dalle passioni e dai bisogni elementari: la fame, il freddo, la paura cieca e folle dell’Incomprensibile. Specialmente quest’ultimo motivo (la paura, il folle terrore della creatura nudo bruco che si sente travolta in una tempesta di cui non conosce le leggi, la direzione esatta, la durata approssimativa) pare predomini oggi nella società italiana e possa dare una spiegazione alquanto soddisfacente degli avvenimenti in corso. Continue reading