gen
8
2013

Il capitalismo è un sistema instabile che ciclicamente entra in crisi.
I suoi schemi, vincolanti per qualsiasi attore interno, gli conferiscono un andamento ciclico fatto di espansione, contrazione economica, crisi e guerra tra le maggiori potenze economico-militari.
La struttura interstatale di questo sistema prevede uno “scambio ineguale” basato su una divisione del lavoro fra paesi centrali, caratterizzati da produzioni a massimo valore aggiunto (ricerca, alta tecologia, speculazione), e periferici, cioè stati economicamente meno evoluti dove si provvede alle produzioni agricole ed industriali a basso costo di manodopera.
Questa struttura è in perenne mutamento e va riorganizzata ogni volta che il capitalismo entra nella fase finale di una sua crisi sistemica di accumulazione.
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ott
28
2012

Nascosta tra le pagine di “Nascita della biopolitica”, trascrizione del corso di Michel Foucault al Collège de France nel 1978-79 sulla storia del pensiero liberale, si trova forse la miglior analisi sulla proposta di un sussidio monetario per chi non raggiunge una soglia minima di reddito. Il suo studio sull’imposta negativa, a dibattito nei primi anni 70 tra i teorici neo-liberali, offre, infatti, vari spunti di riflessione critici ancora del tutto validi anche per i suoi discendenti attuali come il reddito minimo garantito ed il reddito di cittadinanza.
Siamo alla fine dell’età dell’oro del XX secolo, i magnifici 45-70, in cui il modello produttivo dominante era stato il keynesismo. Gli stati avevano guidato le economie nazionali sostenendo le proprie domande interne e cercando di perseguire il pieno impiego. Continue reading
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mag
11
2012
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Centocinquanta anni fa uno spettro si aggirava per l’Europa, era lo spettro del Comunismo. I potenti di tutto il mondo tremavano all’idea che i proletari di tutti i paesi potessero prendere coscienza della loro condizione di sfruttati, unirsi ed organizzarsi per sovvertire questo stato di cose. Oggi di questa coscienza e organizzazione “proletaria” non rimane che un lontano ricordo. Il potere, invece, ha imparato da noi e si è dotato proprio di questi indispensabili strumenti. Più “noi” ci disunivamo, più ci scordavamo, più la nostra controparte si rafforzava. Il collettivismo burocratico russo, spacciato per socialismo reale, ha poi inflitto il colpo di grazia al complesso delle teorie Rivoluzionarie. Durante la caccia alle streghe sono finiti bruciati anche strumenti di analisi tuttora validi come le classi, l’imperialismo e lo studio dei vincoli sistemici, finendo per favorire la visione di sistema di un solo mondo possibile. Questo caos teorico si palesa nelle varie interpretazioni sulla crisi ed il neoliberismo: le analisi più superficiali tendono a dare le responsabilità alla poca morale di qualche cattivo banchiere o alla corruzione delle classi politiche nazionali, altre vedono nella finanziarizzazione dell’economia e nel potere transnazionale della finanza la creazione di un Impero che, scollegato dagli stati nazionali e muovendo le leve sistemiche principali, li sovradetermina e dirige, usando anche le crisi come armi di sottomissione. Queste analisi minimizzano o cancellano le tendenze che vincolano il sistema e che ingabbiano gli attori nel gioco capitalista. Noi proveremo a ricollocare la crisi nel suo contesto storico e sistemico, focalizzando l’attenzione sulla struttura dei cicli, la funzione degli stati e il rapporto tra le classi nel capitalismo moderno. Infine tenteremo di avviare un dibattito su come ricreare la coscienza e l’organizzazione della classe degli sfruttati con il fine di rivoluzionare il mondo, arrestando cosi l’avanzata della barbarie a cui ci sta portando il capitalismo, creandone uno più giusto, democratico e libero. Potenti tremate, gli spettri son tornati! Continue reading
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apr
17
2013

Traduzione di Resistenza Antisistema rivista ed approvata da Immanuel Wallerstein (testo originale 1\2\2012)
Nell’Ottobre del 2001, subito dopo l’11/9, scrissi ciò che segue:
“I regimi [in Pakistan e Arabia Saudita] sono basati su una coalizione sostenuta dalle elites progressiste filo-occidentali e un establishment islamico di matrice popolare estremamente conservatore. I regimi hanno mantenuto la propria stabilità perchè sono riusciti a gestire questa combinazione grazie all’ambivalenza delle loro politiche e delle loro dichiarazioni ufficiali”. [..]
“Gli Stati Uniti dicono così, senza ambiguità. Gli Stati Uniti potrebbero prevalere, senza dubbio. Ma, nel processo, i regimi in Arabia Saudita e Pakistan potrebbero ritrovarsi con la loro base popolare irrimediabilmente compromessa…”.[...]
“Ipotizziamo che questo avesse potuto essere il piano di Bin Laden. La sua missione suicida potrebbe aver avuto lo scopo di far cadere gli Stati Uniti in questa trappola.” Continue reading
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apr
10
2013

Traduzione di Resistenza Antisistema rivista ed approvata da Immanuel Wallerstein (testo originale 15\2\2012)
Bachar al-Assad è diventato uno degli uomini meno popolari al mondo. Viene descritto, praticamente da tutti, come un tiranno, anzi un tiranno sanguinario. Persino quei governi che rifiutano di denunciarlo sembrano consigliargli di limitare i suoi metodi repressivi e di fare alcune concessioni politiche ai suoi oppositori interni. Continue reading
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apr
3
2013

Traduzione di Resistenza Antisistema rivista ed approvata da Immanuel Wallerstein (testo originale)
Ho già espresso perchè ritengo che il sistema-mondo capitalista sia in una crisi strutturale e come questo porti ad una lotta politica mondiale su quale delle due uscite possibili debba prevalere: una che risulti in un sistema non-capitalista che mantenga tutti i peggiori elementi del capitalismo (gerarchia, sfruttamento e polarizzazione), oppure una che getti le basi per un sistema che sia basato su una democratizzazione e un egualitarismo relativi, un tipo di sistema che non è ancora mai esistito. Continue reading
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mar
27
2013

Traduzione di Resistenza Antisistema rivista ed approvata da Immanuel Wallerstein (testo originale)
Fino a non più tardi della prima metà del diciannovesimo secolo, organizzare i sindacati era un’idea piuttosto radicale. Erano illegali quasi ovunque. Per questo, nella seconda metà del secolo, in alcuni paesi europei, negli Stati Uniti e in Australia, il ritiro delle leggi che li proibivano fu da intendersi come una concessione alle pressioni dei lavoratori, principalmente lavoratori urbani, nella speranza e nell’aspettativa che la classe operaia sarebbe stata meno radicale nelle proprie richieste. Continue reading
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mar
25
2013

Da quando, nel Settembre del 2008, la crisi si è fatta palese ed è diventata argomento preponderante anche nel flusso mediatico mainstream, sempre più gente si trova a navigare a vista in un mare in tempesta. Questa crisi si radica nelle fondamenta del sistema in cui viviamo e solo nei cicli e nei fenomeni di lunga durata del capitalismo se ne possono rintracciare le cause. La scuola sistemo-mondista, fondata dal sociologo americano Immanuel Wallerstein, è stata l’unica a riuscire ad aggiornare l’analisi marxista senza mai perdere la bussola del materialismo, mantenendo una lucida analisi sulle classi, lo sfruttamento e l’imperialismo, arrivando a prevedere con ampio margine di anticipo sia la crisi economica che quella egemonica attuali. Da qui nasce la nostra decisione di pubblicare una volta a settimana le traduzioni in Italiano degli articoli più recenti del sociologo americano, rivisti ed approvati dall’autore stesso, per far conoscere anche in Italia un pensiero qui trascurato ma che in realtà si rivela sempre più utile per l’analisi del mondo che ci circonda e la sua trasformazione in chiave socialista. Secondo l’autore la battaglia per un nuovo sistema è già cominciata sulle macerie del morente capitalismo “al caos sistemico seguirà un nuovo ordine, o nuovi ordini. Ma a questo punto dobbiamo fermarci. Non è possibile conoscere in anticipo quale sarà questo nuovo ordine, è solo possibile affermare ciò che noi vorremmo che fosse, e lottare per renderlo tale.”
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